Ma ci ricorderemo…


in fondo si stava su questo pianeta solamente…

ma il ritmo
galattico binario di due corpi amorosi
per pura contraddizione
di lunghezze d’onda pure similari
porta alla collisione, all’infinito divario:

cerchiamo,
mia sfinita compagna d’ogni notte, tentiamo
almeno di resistere

“Fa’, mia vita, che non ti ricordi più”
“Ma ci ricorderemo, ci ricorderemo di questo pianeta”

(A. Bevilacqua, Piccole questioni di eternità, Einaudi, Torino 2002)

I frutti celesti

Vegetazione dell’aria, o di altri mondi,
la tenerezza e l’amore, frutti celesti,
non c’è raccolto più abbandonate di questo.

Non le persone, il nutrimento, da sé,
impone la gratitudine.
Il labirinto di dolore
dà il senso dell’intero come l’amore,
è così difficile lasciarlo!

Eguagliare la natura, essere
uguagliati da essa.
Non c’è migliore augurio,
più alto valore.

(Cesare Viviani, Credere all’invisibile, Einaudi, Torino 2009)