Che mai distingue
l’uomo e gli dei?
Che innanzi a questi
scorrono l’onde,
un fiume eterno:
noi l’onda innalza,
ci inghiotte l’onda
e sprofondiamo.
(J. W. Goethe, Limiti dell’umano)
Categoria: Poesia
Una disperata vitalità
Pensare la gioia
Mai davvero felice e mai del tutto
infelice – oh, l’ho capito; e mi regolo.
Ma pensare la gioia, almeno quello:
pensarla! e qualche volta, senza farsi
troppe idee, senza montarsi la testa,
annusarla, sfiorarla con le dita
come se fosse (non lo è?) l’avanzo
della vita d’un santo, una reliquia…
(G. Raboni, Mai davvero felice e mai del tutto)
Il correre da topo della vita
Non riesco a dormire, tutto è buio;
dovunque è tenebra, e sonno noioso.
Solo il monotono battere delle ore
risuona vicino a me.
Il balbettio femminile della Parca,
il tremolio della notte addormentata,
il correre da topo della vita…
Pedrché mi inquieti e mi turbi?
Che cosa vuoi dire, noioso sussurro?
Un rimprovero, o il mormorio
del giorno che ho perduto?
Che cosa vuoi da me?
Mi chiami o predìci qualcosa?
Io voglio capirti,
cerco in te un senso…
(A.S. Puskin, Versi scritti di notte durante l’insonnia)
I muri interiori
In lotta con tanto male
Vieni e non ti negare,
poiché noi siamo in lotta con tanto male.
Prima che sangue di drago protegga il nemico
cadrà questa mano nel fuoco.
Mia parola, salvami!
(I. Bachmann, Discorso e diceria)
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Porre in bella copia
“Porre in bella copia la Materia / mettere al loro posto le cose prive di ordine degli uomini / perché non capivano a che servivano / sistemare, come una brava padrona di casa della Realtà, / le tende alle finestre della Sensazione / e gli zerbini alle porte della Percezione / spazzare le stanze dell’osservazione / e togliere la polvere dalle idee semplici… / Ecco la mia vita, verso per verso.” (F. Pessoa, Porre in bella copia)
Pensavo che fossimo immortali
Scrivi mi dico…
“Scrivi, mi dico, odia / chi con dolcezza guida al niente / gli uomini e le donne che con te si accompagnano / e credono di non sapere. Fra quelli dei nemici / scrivi anche il tuo nome. Il temporale / è sparito con enfasi. La natura / per imitare le battaglie è troppo debole. La poesia / non muta nulla. Nulla è sicuro, ma scrivi”. (Franco Fortini, Traducendo Brecht)




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