Scrivi mi dico…

“Scrivi, mi dico, odia / chi con dolcezza guida al niente / gli uomini e le donne che con te si accompagnano / e credono di non sapere. Fra quelli dei nemici / scrivi anche il tuo nome. Il temporale / è sparito con enfasi. La natura / per imitare le battaglie è troppo debole. La poesia / non muta nulla. Nulla è sicuro, ma scrivi”. (Franco Fortini, Traducendo Brecht)

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Sull’imitazione

“L’imitatore deve cercare di essere simile, non uguale, e la somiglianza deve esser tale, non qual è tra l’originale e la copia, che quanto è più simile tanto è più lodevole, ma quale è tra il padre e il figliuolo” (Petrarca, Lettera a Boccaccio, ottobre 1366)

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Una semplice ricetta…

Come riconoscere un libro destinato a durare, a conservare nel tempo la propria voce? Il modo a cui mi attengo è semplice. Se dopo la lettura di alcune pagine, levato lo sguardo, la realtà si organizza nel giro dei periodi appena letti, non è solo il piacere del testo che si prolunga, ma anche la spia che la scrittura ha un’intrinseca qualità. Ogni grande libro è una forma di organizzazione – un’illusione forse – del caos che abbraccia le nostre vite. Pensare con il ritmo delle frasi di un autore è un’emozione intensa, un passarsi una sorta di testimone, per cui – chiuso il libro – la lettura si muta in un liquido sottile che entra negli interstizi del reale. Prima ancora del contenuto, è questa “musica” a riscattarci dalla finitezza e da mille altre cose che hanno a che fare con la solitudine.

Libro

Denken, Danken

“Come potrei non essere toccato da questo gesto così amabile? La facilità di apprezzare la vita e tutto ciò che essa apporta è la facoltà principale e fondamentale di uno scrittore, poiché essere scrittore non significa immaginare le cose, ma considerarle nella dovuta importanza. E d’altra parte, considerare importanti le cose significa pensare qualcosa grazie a loro. Ma pensare (Denken) e ringraziare (Danken) sono parole affini; il pensare ha molto in comune con il ringraziare”. (T. Mann)

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E credo nella scrittura

Sandor Marai

“Credo nell’amore e nella mutevolezza della fortuna. E credo nella scrittura, perché la scrittura ha potere sul destino e sul tempo. Nulla di ciò che fai, desideri, ami e dici è destinato a durare. Passano le donne, tramontano gli amori. Sfumano le emozioni, e la polvere del tempo ricopre le tracce delle azioni compiute. Ma la scrittura rimane”

(Sandor Marai)